Non chiederti cosa tu puoi fare per il tuo boss,ma cosa lui può fare per te

In questo periodo di malefici virus influenzali anche io e i miei due bimbi abbiamo dovuto passare qualche giorno a casa al calduccio per recuperare le forze: ci siamo quindi divorati qualche film con una calma inconsueta per la nostra chiassosa famiglia. La battaglia della replica è stata vinta da SPONGEBOB FUORI DALL’ACQUA, personaggio che non gode delle mie personali simpatie ma rientra di diritto in quelle dei miei pargoli. Il messaggio del film è forte e chiaro: lavorando in TEAM è possibile raggiungere qualunque obiettivo.

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Alzi la mano chi negli ultimi anni non ha sentito parlare di lavoro di squadra, team building etc… ormai è virale e se non lo fai, SEI FUORI ! Sono da tempo immemore una delle principali sostenitrici del dialogo e dello scambio di opinioni, invidiosa dei TGIF (i meeting del venerdì . acronimo di Thanks God It’s Friday ) e dei BRAINSTOMING di cui sentivo parlare da amici inseriti in aziende strutturate e aperte alla modernità già in tempi non sospetti. L’azione, intesa come scambio di opinioni, come incontro di cervelli pensanti e volenterosi è di gran lunga preferibile all’inerzia e non può che portare al raggiungimento di grandi obiettivi.

Ma come la vita lavorativa troppo spesso ci insegna è necessario che tutta la squadra si muova compatta nella stessa direzione: perchè se uno solo dei giocatori cerca di fare gol nella porta avversaria anche la squadra più forte faticherà a portare a casa la vittoria !

       “Se dobbiamo lavorare in TEAM facciamo che le regole siano le nostre”

Troppo spesso trovo sottovalutata la SCELTA DEL PERSONALE, sia in fase di assunzione sia in fase di assegnazione ad un determinato progetto. Impegnarsi nello sviluppo delle risorse umane, in una selezione accurata e competente è il più grande investimento che ogni azienda possa fare: non solo perchè a chiunque farebbe piacere affidare le proprie conoscenze e il proprio denaro a personale affidabile, onesto e professionale, ma anche perchè la positività che se ne trae avvantaggerebbe a caduta tutti il team e, di conseguenza, l’intera azienda.

Affiancare ai meritevoli persone in gamba e ugualmente motivate è un modo per infondere vibrazioni positive e stimolare le reali capacità individuali a disposizione della squadra.  Inutile dire che fare il contrario è la causa diretta di incomprensioni e malumori: chi vale davvero dovrebbe essere costantemente motivato e accompagnato nel suo percorso in maniera empatica e partecipativa.

Il DIPENDENTE IDEALE è fatto di innumerevoli qualità individuali – affidabilità, creatività, correttezza, efficienza, onestà, professionalità, puntualità (solo per citarne alcune in rigoroso ordine alfabetico) – ma è anche frutto di un progetto, di un investimento ( e non parlo solo di denaro !) da seguire con cura lungo tutto il suo percorso.

Perciò smettiamo di chiederci cosa noi possiamo fare per il boss,

ma cosa lui può fare per noi.

“Le persone si muoveranno sempre verso chi le valorizza e lontano da chi le penalizza”    John C. Maxwell

 

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