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Chi, come me, è una mamma lavoratrice può capirlo: quante volte le vostre amiche single vi hanno chiesto “Ma come fai !!??” e quante volte la sera, guardandovi allo specchio, con i capelli in disordine e il trucco andato, la doccia ancora da fare e le energie ai minimi storici vi siete chieste “Ma come faccio !!??”

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Perchè annaspando e strisciando poi quella doccia riusciamo a farla – anche se non sempre in completa solitudine – riusciamo a mettere a letto i pargoli e a leggergli una favola nella penombra senza cadere in uno stato catatonico, diamo una parvenza d’ordine alla casa e riusciamo anche a scambiare quattro chiacchiere, finalmente adulte, con il nostro compagno/marito. Ci riusciamo !! Riusciamo a fare tutto o quasi e l’adrenalina di questa essenza multi-tasking ci aiuta per assurdo a trovare sempre nuove risorse per esserlo di più. Passare da un compito all’altro ci fa sentire come abili giocolieri: ma è solo un’illusione .

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Fermiamo il delirio di onnipotenza e recuperiamo il contatto con la realtà: e la realtà lavorativa è fatta di compiti da svolgere con attenzione e accuratezza per giungere ad un risultato soddisfacente e duraturo.

Sviluppare la capacità di distacco intesa come ‘lasciar andare’ è il vaccino che ci protegge da questo virus terribile che, alla lunga, minaccia il nostro benessere e anche il nostro rendimento. Impariamo nuovamente a svolgere un compito per volta – come ci insegnava la maestra alla scuola elementare – a canalizzare le nostre energie per raggiungere un obiettivo preciso, pensando che la qualità rispetto alla quantità paga.

La tecnologia è diventata la domotica dei nostri mille impegni : l’uso simultaneo di più strumenti tecnologici come smartphone e tablet ci invoglia a gestire troppe cose contemporaneamente e nuoce gravemente alla salute – e non parlo di emissioni elettromagnetiche- : recenti studi dell’Universita del Sussex (erano anni che sognavo di scrivere un frase così!) hanno addirittura dimostrato che il multitasking può provocare ansia e depressione.

Quindi la vera rivoluzione è tornare single-tasking e puntare su merce rara come eccellenza e professionalità, imponendo tempi pause e priorità. La consapevolezza che la gestione multipla ci porta a non essere completamente presenti su ogni singola cosa è già un passo verso una positiva presa di coscienza : nel lavoro, svolgere un compito per volta dedicandogli la massima attenzione possibile, è la chiave di lettura per prendere la misura delle proprie capacità e dei propri limiti. Sapere chi siamo ci porta ad ottimizzare il tempo dedicato alle mille attività quotidiane senza avvicinarci troppo al limite e senza superare il livello di guardia.

Per non essere travolti da troppi compiti o dalla noia di azioni sempre uguali occorre mantenere alto il livello di creatività: ciò che possiamo fare è prendere l’iniziativa- nei limiti del consentito- e svolgere i compiti di tutti i giorni in modi sempre nuovi. Più una cosa è stimolante e più diventa creativa e in grado di stimolare la mente a fare sempre meglio.

“Quando hai fatto una cosa nello stesso modo per 2 anni riguardala attentamente, dopo 5 guardala con sospetto e dopo 10 anni buttala via e ricomincia tutto dall’inizio” A.E. Pearlman
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Guardiamoci dentro: lavorare ci piace, oltre ad aiutarci a pagare conti e bollette, e vorremmo poterci dedicare alla carriera a mente libera mentre gli impegni e le responsabilità quotidiano tendono a portarci fuori rotta. Allo stesso tempo il troppo lavoro sacrifica la vita familiare e personale in termini sia di tempo che di energie. Ed è qui che vorremmo sdoppiarci per poter far tutto (anche un avatar, pensandoci, non sarebbe male !) senza capire che a volte la sola strada possibile è rallentare e pretendere meno da noi stesse.


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