A chi ama i dolci e i propri figli (non necessariamente in quest’ordine, ovvio) consiglio di cercare sul web il video dell’ultima campagna di Hersheys, la più grande compagnia statunitense nella produzione di cioccolato: una clip di pochi minuti che mi ha toccata profondamente e mi ha fatto venir voglia di scappare a casa e abbracciare così forte i miei due cuccioli da stritolarli ! Racconta di una bimba che cercando di attirare l’attenzione del papà, troppo assorbito da una conference-call per dedicarle un po’ di tempo e di attenzione, trova una soluzione geniale ! Si fa stampare un cartonato del padre a dimensioni reali e lo piazza davanti al pc : nessuno dei colleghi pare accorgersene e padre e figlia si posso riappropriare del loro tempo insieme .. Mi è scesa una lacrima, giuro!

IMG_9308

photo By Jo(b)log

Quanto tempo ed energie spendiamo inutilmente per un lavoro che non ha DAVVERO bisogno della nostra presenza e attenzione costanti ? Che va e andrebbe avanti anche senza di noi ? (memento: tutti sono utili e nessuno è indispensabile ! ). E quanti momenti sacrifichiamo a discapito di chi, senza un po’ del nostro tempo e della nostra attenzione, trascorre le giornate aspettando quel “più tardi” che non arriva mai ?  Con un vuoto nel cuore che amici, giocattoli e televisione non possono colmare …

Davvero riusciamo ad essere così assorbiti dal nostro lavoro da non avere le forze di dedicare alla nostra famiglia del tempo di qualità ? Pare di si, e pare che tutto lo stress accumulato quando quella spina non riusciamo a staccarla possa agire sulla nostra mente con effetti devastanti. Il subdolo piano dello stress è infatti quello di colpire i meccanismi della memoria tanto da arrivare a creare dei “buchi” temporali nei nostri ricordi.

“La memoria è il diario che ognuno di noi porta sempre con sé” Oscar Wilde 

Si parla tanto ( e altrettanto se ne discute in Tv e sui social ) di amnesia dissociativa. Due parole che nel 2013 hanno fatto tremare il mio cuore quando, a poche decine di chilometri dalla mia città, un bimbo di 2 anni andava incontro al suo tragico destino “dimenticato” in auto dal padre dentro l’abitacolo rovente di un’auto e ricordato dopo troppe, tragiche ore trascorse inconsapevolmente sul posto di lavoro. Sono casi che spaccano in due l’anima, l’opinione pubblica e, ahinoi,  il buon senso di molti.

“Il bel tacer non fu mai scritto” Iacopo Badoer 

IMG_7213

Ma al di là dei pensieri o dei giudizi personali, questi fatti devono avere almeno il potere di farci riflettere seriamente su ciò che stiamo facendo a noi stessi. Perché prendersi cura di sé non è solo mangiare bene, fare movimento o conservare un aspetto gradevole: anche il mostro che può essere nascosto nella nostra testa o nel nostro cuore va compreso, gestito e metabolizzato. Se lasciamo che certe emozioni prendano il sopravvento, rischiamo di non essere più i comandanti della nave. E in questa vita non possiamo permetterci di viaggiare con il pilota automatico sempre inserito..

“Il ricordo conserva quello che il tempo tenta di cancellare” Cit. 

E allora rallentiamo. E ascoltiamoci di più. Difficoltà di concentrazione e di memoria, sonno disturbato, irritabilità verso novità e cambiamenti, tendenza a fare troppe cose in automatico, senza pensarci, sono importanti campanelli di allarme: forse stiamo chiedendo troppo a noi stessi. Rivediamo le priorità, parliamone con qualcuno e impariamo una volta per tutte a delegare ! Non può essere così difficile …

Perché la nostra vita merita una decelerata.. e i nostri figli meritano genitori meno sconnessi e scollegati di noi.

 

Condividi

Commenta