Anche negli ambienti lavorativi più informali e che non impongono un determinato dress-code ci sono alcune regole di buon senso da seguire per evitare di essere criticate e giudicate (anche dai colleghi che non aspettano altro, ndr.)

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Solo una grande anima osa avere uno stile semplice – Stendhal-
  • pantaloncini corti a meno che non siano modelli estremamente eleganti e abbinati a top o camicie e calzature super-femminili. Non importa quanto può far caldo : il bermuda e la t-shirt riserviamoli per la spiaggia o la piscina ! E buona compagnia gli fanno anche felpe maxi, tute e cappellini vari: bocciati anche nel più casual dei venerdì.

 

  • tacchi troppo alti: sono stupendi ma decisamente poco work-friendly. E a noi piace essere considerate eleganti e curate ma anche in gamba e “pronte all’azione” se necessario …
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  • accessori rumorosi: bracciali tintinnanti sono très chic ma sono anche una condanna  al mal di testa perenne per chi li subisce tutto il giorno.. A questo si associano anche tutti quei rumori continui e molesti fatti con la penna, con la bocca o con la gomma da masticare.

 

  • tono di voce troppo alto (vedi punto precedente !)

 

  • avere un’opinione su tutto : il rischio degli spazi comuni e degli open-space! A volte restare in silenzio se non direttamente interpellati è la miglior scelta. Anche se la discussione si svolge su un territorio comune occorre intervenire a proposito e se coinvolti dalle parti in causa. In caso contrario girare i tacchi e creare un diversivo è la tattica vincente.
La moda non deve mai decidere chi sei. E’ lo stile a decidere chi sei. E a perpetuarlo. – Q.Crisp-
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