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Da un recente articolo dell’ Huffington Post :“Fare un lavoro che non ti piace può essere molto simile al vivere una relazione violenta”

Mentre si dibatte e si combatte perché lo stress da lavoro sia riconosciuto come una vera e propria malattia professionale, occorre acquisire consapevolezza di cosa sia per poter porre un rimedio.

La domanda che dobbiamo rivolgerci è :

Il lavoro sta controllando o influenzando troppo la nostra vita ? 

picture via web _ Il diavolo veste Prada _
  1. PERCEPIRE UNO STIPENDIO E’ DIVENTATA LA NOSTRA MOTIVAZIONE PRINCIPALE        Il DENARO non deve diventare motivo di ricatto: solo perché, a detta del capo o dei colleghi dalla lingua troppo lunga, si è pagati molto bene per svolgere la propria mansione, non si deve essere condannati in una gabbia di obblighi e forzature. E il ricatto dello stipendio non deve custodirne la chiave.                                                                    ricorda : SE LO GUADAGNI, LO MERITI !
  2. DI QUESTI TEMPI SEI FORTUNATO AD AVERLO UN LAVORO !                                  Anche la “fortuna di avere un lavoro” non deve diventare motivo di ricatto psicologico. La situazione lavorativa in Italia è quel che è ma questo non deve mai mettere in discussione il valore delle persone. Quando ci viene ricordato costantemente che fuori c’è la fila di persone che aspettano un’opportunità come la nostra, non perdiamo di vista il nostro valore professionale e pensiamo che, al contrario, molte altre aziende sarebbero fortunate ad averci [atteggiamento positivo]
     “milioni di ragazze ucciderebbero per quel posto” Il Diavolo veste Prada
  3. CERCHIAMO CONFERME DEL NOSTRO VALORE AL DI FUORI DI NOI STESSI                         Le certezze del proprio valore e della propria professionalità non devono essere trovate solo all’esterno. Dipendiamo da ciò che pensa il capo, dall’opinione dei colleghi e rischiamo di perdere di vista chi siamo
  4. VIVIAMO NELLA COSTANTE ATTESA DI UN CAMBIAMENTO                                    Sognare continuamente il lavoro ideale non deve essere l’unico motivo che ci fa andare avanti. Sistemare continuamente la scrivania, rigirare tra le mani le stesse carte sono segnali che il fuoco motivazionale si è spento. Definitivamente ? Forse è giunto il momento di pensare al PIANO B.

TU non sei il tuo lavoro. Non sei il tuo stipendio. Non sei indispensabile ma sei importante. Non lasciare che la tua dimensioni professionale condizioni chi sei e ti faccia diventare una persona diversa. 

Se ti riconosci in qualcuno o in tutti questi segnali non sottovalutare la situazione ! 

Come ogni malattia anche lo stress da lavoro, se riconosciuto per tempo, si può e si deve curare.


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