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C’era una volta una ragazza piena di contraddizioni, prima fra tutte quella di studiare lingue e destinare i risparmi per i viaggi  all’anticipo per la sua prima casa.

Aveva un carattere istintivo e tre quarti delle decisioni che prendeva erano di pancia e di cuore. Forse già allora sapeva che il suo spirito libero avrebbe amato, in realtà, rinchiudersi tra quattro mura purché costruite e volute con amore.

Ma allora amava la sua indipendenza e, di conseguenza, tutto ciò che portava ad averla.  Per questo le piaceva avere un lavoro: estivo ai tempi della scuola, part-time durante l’università e a tempo pieno appena il suo desiderio di fare il nido ha preso la forma di una deliziosa mansardina vista campagna.

Oggi quella ragazza è una moglie e una mamma felice. In 6 mesi abbiamo organizzato un matrimonio e in 18 mesi siamo diventati genitori 2 volte. Sono passati 7 anni e da 60 metri quadri  ora da pulire ce ne sono 120. Un caos di numeri insomma. Giocateli ! Chissà mai.

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Per una strana coincidenza con il mio ruolo di mamma è cresciuto anche il mio ruolo sul lavoro: più responsabilità, più pensieri, più cose da programmare e gestire. Un Karma in piena regola direi. Ma che di casuale forse ha poco, perché proprio il mio ruolo di madre mi ha spinto ad assumermi quelle stesse responsabilità e mi ha permesso di affacciarmi in modo più deciso alle nuove opportunità. Dopo aver gestito due figli entrambi piccoli le mie sicurezze sono triplicate e non a caso sono diventata la persona giusta al momento giusto.

Un paradiso arrivato dopo il purgatorio a onor del vero ! In cui mi sono sentita di troppo e sbagliata. Correggo: in cui mi hanno sentire di troppo e sbagliata in ogni modo possibile.

Per poi rendersi conto che quella che pensavano fosse una debolezza era, in realtà, la forza che mi stava cambiando -in meglio-.

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Ma cosa è cambiato in me nel mio rapporto con il lavoro ?

HO IMPARATO A RIDIMENSIONARNE L’IMPORTANZA. Così la sera, quando apro la porta di casa, il lavoro non è più il benvenuto! Ogni volta lo invito a rimanere sulla soglia o ad andarsene dove gli pare: tanto so che il mattino dopo lo troverò sempre lì con la sua valigia di preoccupazioni.

HO IMPARATO A DARE PIU’ VALORE AL TEMPO PASSATO AL LAVORO Concentrazione al massimo e le pause strettamente necessarie a riprendere fiato.

HO IMPARATO A NON ACCONTENTARMI 

Più cosciente di ciò che valgo, metto in costante discussione strategie e risultati. Non ho paura di rimescolare le carte, certa che il mio impegno porterà ad un buon risultato!

HO IMPARATO CHE POSSO DIRE LA MIA 

Con educazione e rispetto anche la mia voce ha il diritto e il dovere di farsi sentire.

HO IMPARATO CHE AVERE UN CERVELLO PENSANTE E’ UNA RISORSA ma può anche dare molto fastidio !

HO IMPARATO CHE ESSERE DONNA NEL MONDO DEL LAVORO NON E’ PER NIENTE FACILE e occorre faticare il doppio per raggiungere ogni obiettivo.

Ma sto crescendo due figli meravigliosi e impegnativi e, di fatto, sono titolare di una start-up di grande successo ! Cos’altro potrebbe spaventarmi?


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